Difesa comune, riforme in grado di velocizzare il processo decisionale, completamento del sistema finanziario europeo e un bilancio adeguato alle sfide che l’Europa si trova ad affrontare. Sono queste le priorità indicate dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella per costruire un’Unione europea capace di mantenere la propria influenza nel contesto della crisi del multilateralismo. Il capo dello Stato è intervenuto venerdì 16 ottobre alla XXI riunione dei capi di Stato del Gruppo Arraiolos, ospitata a Brdo pri Kranju, in Slovenia. Il tema centrale del vertice, “L’Unione europea in un’epoca di crisi multiple: tra ritirata e perseveranza”, ha riunito i presidenti di diversi Paesi europei – Austria, Germania, Italia, Lettonia, Malta, Slovacchia, Grecia, Polonia, Irlanda, Portogallo, Ungheria ed Estonia – per discutere del futuro dell’Unione, della sua sicurezza e resilienza e della capacità dell’Europa di continuare a svolgere un ruolo attivo sulla scena internazionale.

Il Gruppo Arraiolos, conosciuto anche come “Uniti per l’Europa”, è un forum informale che riunisce annualmente i capi di Stato dei Paesi membri dell’Unione europea che non esercitano funzioni esecutive. Nato nel 2003 su iniziativa dell’allora presidente portoghese Jorge Sampaio, prende il nome dalla cittadina del Portogallo dove si svolse il primo incontro. Le riunioni offrono ai presidenti partecipanti un’occasione di confronto sui principali temi europei, senza assumere decisioni vincolanti o sostituirsi alle istituzioni dell’Unione. La precedente edizione, la ventesima, si era svolta nell’ottobre 2025 a Tallinn, in Estonia.

“L’Europa è la dimensione, lo spazio in cui pensarsi e agire”, afferma Mattarella alla CIDA

“L’Unione europea si trova dinanzi a sfide straordinarie che investono la sua sicurezza, la sua prosperità, la sua capacità di agire con autorevolezza sulla scena internazionale, con conseguenze rilevanti sulla vita dei nostri cittadini. Nessun Paese del continente – nessuno – può pensare a un futuro separato da quello degli altri: sarebbe una fuga dalla realtà e, ancor più che un’illusione, un atto autolesionista”, ha affermato Mattarella, sottolineando la necessità di rafforzare l’integrazione europea per affrontare le trasformazioni geopolitiche ed economiche in corso.

Uno dei passaggi centrali dell’intervento ha riguardato la necessità di superare i limiti dell’attuale processo decisionale dell’Unione. “Essendo un anziano presidente in questi dodici anni ho visto crescere progressivamente la consapevolezza che l’Unione ha indispensabile bisogno di modalità di decisione più snelle e veloci. Senza velocità di decisioni questi problemi, nella vita internazionale, verrebbero decisi da altri soggetti e in Europa ne subiremmo passivamente gli effetti”, ha avvertito il presidente della Repubblica.

Nel suo intervento, Mattarella ha dato anche particolare rilevanza al processo di allargamento dell’Unione, destinato a modificare profondamente gli equilibri istituzionali europei. Mattarella ha sollecitato una maggiore rapidità nei negoziati di adesione, indicando la necessità di procedere verso l’ingresso dei Paesi dei Balcani occidentali, dell’Ucraina e della Moldova. È “necessaria l’accelerazione del processo di allargamento, dai Paesi dei Balcani occidentali a Ucraina e Moldova: una Unione di ben oltre trenta membri non potrebbe vivere con le attuali modalità di decisione”, ha dichiarato. Per il capo dello Stato, l’ampliamento dell’Unione deve procedere insieme a una revisione dei suoi meccanismi istituzionali, per evitare che un numero crescente di Stati membri renda ancora più complessa l’adozione delle decisioni comuni.

Accanto alle riforme istituzionali, Mattarella ha richiamato la necessità di completare l’architettura economica e finanziaria europea, considerandola una condizione indispensabile per sostenere la competitività dell’Unione nel confronto con le altre grandi economie mondiali. “È necessario completare il sistema finanziario dell’Unione: nel confronto, che cerchiamo sempre collaborativo, con altre forti economie non possiamo restare a lungo con un edificio complesso incompleto. Sarà di grande difficoltà trovare le intese per approdarvi ma è indispensabile. Tra i passi da compiere è ampiamente condivisa la necessità di rafforzare la competitività europea”, ha sottolineato.

“L’UE è il più grande esempio al mondo di sovranità condivisa”, afferma Mattarella nel suo messaggio al Forum Ambrosetti

In questo quadro si inserisce anche il difficile negoziato sul prossimo Quadro finanziario pluriennale 2028-2034 (il bilancio settennale dell’Unione), al centro del confronto del Consiglio europeo in corso a Bruxelles. Al momento il negoziato si trova in una fase di stallo con uno scontro tra i Paesi cosiddetti “frugali” o “modernizzatori” – formato da Germania, Austria, Danimarca, Finlandia, Paesi Bassi e Svezia – e i 17 Paesi del gruppo “Amici della Coesione” di cui fa parte l’Italia. I primi, guidati dalla Germania, sostengono con fermezza una riduzione della spesa complessiva dell’Unione, così da limitare i contributi versati dai contribuenti, mentre i secondi difendono le politiche tradizionali, cercando di preservare le risorse destinate all’agricoltura e alla coesione.

Per Mattarella il QFP rappresenta un passaggio “decisivo”, dal momento che “le scelte che compiremo definiranno non solo la distribuzione delle risorse europee, ma anche il livello di ambizione con cui l’Europa intende affrontare le trasformazioni in atto”. Riferendosi alle discussioni in corso, il presidente ha espresso l’auspicio per un bilancio “adeguatamente ambizioso”, ricordando che “a responsabilità crescenti devono corrispondere strumenti e risorse adeguati, per sostenere le priorità comuni, rafforzare la coesione e tradurre gli obiettivi politici in capacità concreta di azione”.

Mattarella ha inoltre rivendicato il ruolo dell’UE come attore internazionale capace di promuovere la cooperazione economica e il dialogo, contrapponendo il modello europeo alle crescenti tensioni commerciali e ai conflitti armati. “Sembra che i nostri concittadini avvertano – più di alcuni commentatori – quanto nell’Unione stiamo facendo per presentare al mondo e concretamente realizzare un modello di pace e convivenza collaborativa”, ha osservato.

Il presidente ha richiamato in particolare la rete di accordi commerciali sviluppata dall’Unione con diversi partner internazionali. “La rete di accordi di libero scambio che l’Unione ha realizzato e sta ulteriormente sviluppando con altre grandi aree del mondo – dal Canada al Mercosur, dal Giappone all’India, all’Australia e altre aree – produce interessi condivisi e obiettivi comuni, garanzia di pace. Un modello alternativo a quello degli scontri, dei contrasti commerciali o addirittura bellici”, ha affermato.

A sostegno della necessità di proseguire sulla strada dell’integrazione, Mattarella ha infine citato i risultati dell’Eurobarometro, evidenziando come la domanda di maggiore unità europea sia particolarmente forte tra i cittadini italiani. “Dai dati più recenti dell’Eurobarometro risulta che circa il 90% dei nostri cittadini chiede una maggiore unità tra gli Stati membri. L’interesse della generazione di oggi e di quelle future richiede che si prosegua con determinazione con le riforme interne necessarie”, ha dichiarato.

[a cura di Simone Cantarini]

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